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La differenza

sabato 29 Settembre 2012

Speranza

28 settembre 2012
Un piccolo particolare può fare la differenza. Prendiamo ad esempio la foto di questo articolo: si tratta di una Bald Eagle o di una Golden Eagle? La prima, più famosa ed emblema degli Stati Uniti, in giovane età non presenta ancora la classica testa bianca e somiglia alla più rara e ricercata Aquila reale. Solo piccole differenze permettono di distinguerle e persino gli esperti sono in imbarazzo se l’animale è in volo. Ma cosa è più importante: sapere di che esemplare si tratta o averne colto lo spirito? Durante questo viaggio in Alaska i particolari che hanno fatto la differenza, dal punto di vista della fotografia intendo, non sono certo mancati. Meglio avere un cielo azzurro o uno grigio a fare da sfondo in una foto? Meglio riuscire a vedere l’aurora boreale nel profondo della foresta o in un luogo anonimo? Meglio incontrare strada facendo tutti gli animali promessi dalla guida turistica o doversi accontentare di un cane? La risposta può sembrare scontata. Ma qui non stiamo cercando scuse o conferme! Parlo del dettaglio che fa la differenza, parlo dello spirito di questa terra. Ciò che spero di aver colto e trasmesso con le immagini afferrate è la sensazione della vastità del territorio, di una natura ancora selvaggia, di un paese che non concede nulla come nulla ha concesso ai suoi “conquistatori”. Ma ieri, nell’ultima tappa di avvicinamento ad Anchorage, tra le nubi che ancora una volta nascondevano in cielo, l’attimo colto nel fotografare l’aquila che si poggia sul ramo mi ha fatto riflettere. Riflettere sul significato di questo viaggio e di quelli che affronterà in futuro. E ancora una volta, perché non voglio annoiare nessuno con riflessioni che comunque sono soggettive, mi ritrovo a ringraziare. Ringrazio chi mi ha seguito da lontano scrivendo sul blog o inviando messaggi, ringrazio chi mi ha seguito (e sopportato) da vicino, ringrazio la natura di questo paese. Natura che, evidentemente, ha fatto la differenza.
Dedicato alla natura selvaggia, Andrew.

Ritorno al Denali

giovedì 27 Settembre 2012

Alba al Denali N.P.

26 settembre 2012
Siamo ormai giunti all’ultima settimana di questo viaggio in Alaska e s’impone una programmazione degli spostamenti rimanenti per poter giungere ad Anchorage il 29 settembre. Le previsioni del tempo ci danno una finestra di possibile cielo sereno solo nella zona a sud di Fairbanks per il mercoledì 26. Decidiamo così di rinunciare a percorrere la prima parte della Dalton Hwy e di tentare ancora una volta la sorte al Denali National Park. Sappiamo che non è più possibile inoltrarci nel cuore del parco, ma le prime 15 miglia dall’ingresso e le altre 8 fuori dalla riserva sono comunque molto interessanti. Il 23 settembre, al di fuori di ogni aspettativa, il sole splende lungo la George Parks Hwy. Nei giorni precedenti tempeste di pioggia e vento mai viste in questa stagione hanno interrotto questa importante via di comunicazione tra Anchorage e Fairbanks proprio nei pressi del Denali N.P. Le inondazioni che hanno interessato la penisola di Kenai salendo verso nord fino a Talkeetna con i fiumi Susitna, Nenana e Tanana hanno costretto il Governo locale ad intervenire in aiuto alla popolazione. Prendiamo una stanza al North Heaven Motel di Healy per due notti visto che il sopralluogo della sera ci ha fatto ben sperare. Il mattino del 24 ci mettiamo in strada sotto una fine nevicata ma, siccome le nuvole sono sottili e permea molta luce, il morale è comunque alto. Quello che si presenta ai nostri occhi non appena affrontiamo la breve tratta che dal Visitor Center conduce all’entrata del parco, è un paesaggio incantevole, tra i più belli visti finora. La leggera neve che continua a scendere, e che comunque lascia passare qualche raggio di sole ha trasformato il Denali in un luogo da fiaba. Le alci, che grazie al contrasto di luce riusciamo ora a scorgere più facilmente, sembrano lasciarsi fotografare (da lontano) quasi compiaciute. La mattina vola con le emozioni. Martedì 25 sembra iniziare male: nuvole, la colazione al Rose’s Café ci fa perdere 30 preziosissimi minuti. L’attesa, che recuperiamo grazie al cantiere stradale che oggi ci condona i 20 minuti di stop forzato (il fiume si è portato via l’argine che sostiene la strada), viene ricompensata da una magnifica alba sulle montagne dell’Alaska Range. Al Denali tutto si consuma nella prima mezz’ora: luci particolari all’orizzonte orientale, scorgo un’alce maschio che dà spettacolo per qualche minuto. Poi tutto finisce. Diciamo addio al Denali e dirigiamo a sud verso Talkeetna che già conosciamo, ma che questa volta, forse per salutarci, ci accoglie con uno splendido McKinley sullo sfondo. L’Alaska sembra salutarci a modo suo concedendoci questa vista dopo tanti vani tentativi.

Andrew.

La casa tra le nuvole

sabato 22 Settembre 2012

Taste of Alaska

22 settembre 2012
La strada che da Dawson City conduce in Alaska viene chiamata “Top of the World” Hwy. Aperta solo nella stagione estiva, accompagna i viandanti sulla sommità di montagne che si ripetono a perdita d’occhio. Colline, in realtà raggiungono i 1300 m.s.m., ricoperte da abeti e pioppi che in autunno colorano l’orizzonte con mille sfumature di giallo. Noi la percorriamo sotto la pioggia fino al confine Statunitense proprio il giorno prima della chiusura del valico doganale: si riapre in primavera… Durante la lenta discesa verso Tok invece, il sole torna a farci visita. Lungo la strada, che a tratti poggia sul materiale alluvionale del centro del fiume, migliaia di ettari di foresta bruciata. Tornati sull’asfalto ci spostiamo a nord fino a Delta Junction per aumentare le possibilità di rivedere l’aurora boreale: niente. Il giorno successivo ci spostiamo a Fairbanks dove, dopo un paio d’ore di ricerca, individuiamo un B&B adatto alla nostra particolare ricerca. Uno degli ultimi ancora aperto, il Taste of Alaska Lodge è situato su una collina a nord-est della città, nel bel mezzo del bosco. Da questa privilegiata postazione nel pomeriggio riusciamo pure a scorgere il profilo del Mt. Mc Kinley. Ceniamo in una birreria a una quindicina di chilometri stracolma di clienti e ci prepariamo per la notte. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, verso mezzanotte l’orizzonte sopra la collina si tinge di verde. A cause delle nuvole che ricoprono buona parte del cielo e riflettono le luci della città, assistiamo ad uno strano spettacolo, quasi una competizione, tra tre schieramenti: a nord l’aurora verde smeraldo, al centro il cielo nero stellato e a sud le nuvole rosse. Nel bel mezzo delle luci, al margine del bosco, il nostro alloggio: una casa tra le nuvole.

A presto, Andrew.

Può succedere

giovedì 20 Settembre 2012

Aurora boreale

Può succedere di viaggiare per giorni sperando invano nel bel tempo,
senza trovare traccia degli animali che si vuol fotografare,
senza trovare un alloggio decente dove dormire,
senza trovare un ristorante aperto,
può succedere.
Può succedere che nel luogo dove non avevi programmato di fermarti,
dove non sembra esserci niente di interessante,
dove hai quasi paura ad uscire dalla camera del motel,
succede!
Succede che è notte,
che la tua stanza è rivolta a sud,
che vuoi guardare verso nord,
che ti vesti perché fuori fa freddo, tanto,
che volti l’angolo del motel,
e succede!
Il cielo è verde!
Torni dentro di corsa, lei ti guarda, le dici: vestiti.
Il resto è… aurora.

Andrew.

Spirit of Yukon

martedì 18 Settembre 2012

Yzerman

17 settembre 2012
Alla ricerca di un alloggio carino da cui ammirare un’eventuale aurora boreale, troviamo un B&B sulle sponde Takhini River venti minuti a nord-ovest di Whitehorse, sull’Alaska Hwy. Il Muktuk Adventures è in realtà un allevamento di cani da slitta che si è distinto più volte nelle diverse gare lungo i tragitti storici dello Yukon. Immerso nella foresta e a pochi metri dal fiume ha però un ottimo punto d’osservazione. La notte trascorre lenta, a più riprese il forte vento e l’ululare dei cani si confondono, ma le misteriose luci provenienti dallo spazio non si palesano. Al mattino, stanchi e un po’ delusi, decidiamo di non ripartire senza aver prima colto lo spirito del luogo. Chiesto il permesso a Corinna, la responsabile delle mute, ci avviciniamo ai cani per fotografarne gli occhi. Ellen mi segue passo passo per prender nota dei nomi mentre scatto le foto. Lasciando la valle in direzione di Dawson City, mi sovvengono le parole del proprietario del centro: “siete giunti nella stagione migliore per visitare e vivere lo spirito dello Yukon, senza la massa di turisti con i loro camper”, aggiunge poi “senza i cani da slitta lo Yukon non esisterebbe”. Certo; io penso però che senza i turisti non esisterebbe la sua attività, ma capisco cosa intendeva dire. Decido di dedicare un progetto agli occhi di questi splendidi animali che chiamerà Spirit of Yukon. Costeggiando i vari affluenti dello Yukon River giungiamo fino a Peli Crossing dove ci “accampiamo” in attesa che faccia buio. E stanotte occhi aperti!

Andrew.