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Alla fine del viaggio…

lunedì 15 dicembre 2008

Arches N.P.

Arches N.P.

A coloro che con piccoli o grandi gesti hanno reso possibile questo viaggio negli USA, a coloro che erano presenti giovedì 11 dicembre alla serata che chiudeva simbolicamente questa mia prima grande avventura: grazie.

Ho ricevuto alcuni messaggi che mi danno lo spunto per questo articolo e che mi permettono di continuare il cammino alla scoperta di un nuovo mondo: dopo la strada tra paesaggi sconfinati, dopo l’approccio ad internet e al blog, ora sto percependo come le persone possano vivere in modo differente lo stesso avvenimento.
Guardare la stessa immagine e coglierne verità differenti o giungere alla stessa meta ma con percorsi e motivazioni differenti. È vero, ciò che importa nel viaggio non è la meta ma il percorso.
Anche concretamente la cosa che mi ha dato più fastidio in queste sei settimane era l’avere un luogo da raggiungere (per prendere il volo di ritorno). Meglio sarebbe stato poter viaggiare liberamente fino all’ultimo, fino ad un luogo sconosciuto, ed avere la possibilità di imbarcarsi direttamente in quel punto.

Anna mi chiede se ho mai scattato una foto pensando di essere i suoi occhi: no Anna, mi spiace, ma non avrei mai potuto.
Per 12’000 chilometri ho cercato delle immagini, ma l’ho fatto coi miei occhi, col mio modo d’essere, non ne conosco un’altro. Posso dedicarti una foto, così come ho fatto con diverse persone che forse non se ne sono nemmeno accorte, perché in quell’immagine vedevo qualcosa di te, ma non posso essere te.
Due persone che si trovano nello stesso posto e nello stesso momento non vedono la stessa cosa, mai. E questo è una fortuna.

Chiara mi chiede qual’é l’immagine che mi è rimasta nel cuore.
È quella a cui non ho avuto il coraggio e la prontezza di scattare una foto perché il significato che racchiudeva in se era troppo grande. Ma ho potuto raccoglierla e portarla con me: era una piuma bianca.

Infine Cinzia si dice colpita: che bello riuscire a colpire una persona, nelle emozioni, senza nemmeno sfiorarla.
Forse è questo ciò a cui ambisce un fotografo: riscire a trasmettere un’emozione pur consapevole che non sarà mai esattamente la stessa.

Andrew.

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3 commenti a 'Alla fine del viaggio…'

  1. mt scrive:

    E’ proprio vero.. ognuno di noi vive compiendo il medesimo percorso.. la vita.. emozioni ed esperienze totalmente differenti.. che ci conducono alla stessa meta.
    Non è ciò che facciamo, ma il senso ed il significato che attribuiamo loro, a rimanerci impressi.
    Credo che nella vita contino il desiderio curioso di conoscere il mondo e la capacità di esprimere le proprie emozioni.. e naturalmente il vigore, per incanalare l’entusiasmo nelle passioni, che danno intensità alla nostra esistenza.

  2. Anne scrive:

    Caro Andrea,
    Ho assistito, in parte, solo alla “fine del viaggio” e mi ha fatto sognare ad orizzonti ben più ampi. Sicuramente mi è dispiaciuto non aver saputo prima di questa tua avventura in modo da poterla seguire in tempo reale attraverso il sito.
    Naturalmente la curiosità mi ha spinto a ripercorrere a posteriori il tuo percorso, ho apprezzato foto ed articoli: ma forse non è lo stesso!
    Grazie, in ogni caso, per la tua generosità nel averci reso partecipe di un periodo speciale per te, che tanti al tuo posto avrebbero preferito godersi in maniera più egoistica.
    Anne

  3. Ci(a)oci scrive:

    Per il tuo viaggio, che ancora continua, 18 dicembre tratto da “Offerte”:

    “Ogni singola tappa è un considerevole passo avanti verso la pienezza e la profonda soddisfazione.
    Il VIAGGIO spirituale consiste nel passare di vallata in vallata:
    ogni volta che si oltrepassa un valico SI SCOPRE UN PAESAGGIO PIÙ SPLENDIDO DEL PRECEDENTE.”
    (Matthieu Ricard)

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